L’impresa, le brutte persone e la coerenza

Pubblicato il 6 settembre 2026 alle ore 20:47

L’impresa, le brutte persone e la coerenza

 

Monza.

Il solito cronista ha appena riversato nel microfono, e nelle nostre  imploranti orecchie,  uno degli ultimi suoi urli della giornata elevando  l’ennesimo Te Deum al popolo italiano gridando al miracolo!

E’ bello (?) vedere com’è brillantemente sceso dal carro ,scassato, del "predestinato" per salire su quello illuminato da teutoniche stelle a tre punte di Kimi “AKA” Antonelli. Non fa nulla se la mostruosa superiorità della macchina di  Stoccarda basa la sua dominante superiorità su dubbi “rapporti”, e non sto parlando di contatti umani. 

Nulla importa se l’anno scorso Norris ha vinto perché aveva un  missile e il povero Verstappen lottava da uomo contro la macchina, mentre quest’anno i razzo-missili sono spariti dalla cronaca. Ora tutto è talento. Tutto è stato zittito, cancellato da un’impresa che passerà alla storia più per la sua unicità che per il reale valore sportivo. Sia chiaro parere personale. Oggi le Hypercar Mercedes hanno battuto le lmp2 mclaren e red bull e la gt3 Ferrari. Perchè mi è sembrato chiaro che quello a cui abbiamo assistito non è stata una gara di F1. Evidentemente c’erano 3 categorie diverse di auto in pista.

Sto cercando di minimizzare l’impresa di Antonelli? Assolutamente no. Eppure voi direte…”no caro amico parli da uomo tradito” ! (Da Leclerc ma più in generale dalla Ferrari)

Solo uno sciocco non saprebbe riconoscere i meriti di un ragazzo, di un fenomeno,  di 19 anni che è piombato sulla formula uno come un fulmine. Sto solo cercando, in modo coerente con quello che ho sostenuto da sempre, di delimitare i contorni di un’impresa che rimane tale ma che, a parer mio, ha dei contorni molto più umani che non epici da odissea.

Ad un certo punto ho pensato che il cronista fosse Omero.

Come ho avuto modo di dire più d'una volta, uno dei vantaggi di non essere pagato per queste poche righe che di tanto in tanto butto  giù, è quello di poter esprimere il mio pensiero senza dover gratificare “obtorto collo” nessuno. Non ho obblighi di marketing e neppure di markeTTing.

Probabilmente non accodarsi alla processione dei “fedeli” di Antonelli fà di me una brutta persona. Soprattutto ora che il nazionalismo vecchio stampo sta tornando di moda.Tra l’altro, questo potrebbe essere uno degli ultimi articoli che posso ancora scrivere  prendendo in prestito qualche inglesismo per rendere più chiari certi concetti.

Certo, affermare che la vittoria di Antonelli , al di là di rendermi felice per la sua simpatia, la sua umiltà e il suo enorme talento, non mi ha fatto, come dire, saltare in piedi sul divano,  potrebbe anche fare di me una brutta persona. Può essere. Una cosa è certa. Sicuramente non una persona ipocrita perchè, come ho già avuto modo di scrivere, oggi ha vinto una Mercedes. Anzi due. E lo hanno fatto a Monza umiliando la Ferrari, che sino a prova contraria ha sede a Maranello provincia di Modena e non a Stoccarda ,regione del Baden-Württemberg .

E onestamente, vedere tutti i Ferraristi esultare per un pilota della Mercedes che domina a Monza , qualsiasi sia la sua nazionalità, non mi ha entusiasmato. 

Soprattutto quando la Ferrari ha perso il suo pilota meglio messo dopo 2 giri, mentre l’altro arrancava per portare a casa il sesto posto. 

Sia chiaro, non è un problema di Antonelli se Lecler ha fatto un altro errore nell’ennesimo tentativo di reggere il passo di vetture che in rettilineo lo umiliavano, tentando come sempre di recuperare qualche centesimo, qualche metro mettendo le ruote dove non si dovrebbe nei tratti guidati. E’ un difetto. Un grande difetto. Ma è lo stesso difetto che ha fatto innamorare i tifosi della Ferrari di Gilles prima, e di Alesi dopo. Probabilmente oltre  l’accento francofono i tre sono accomunati dallo stesso amore per la Ferrari. E si sa quando si ama si fanno cose che non non rientrano nel campo della razionalità ma della follia. E la follia non può che portare  ad imprese folli, nel bene , come nel 2019 e nel 2024, e nel male, come nel 2020 e oggi. 

Il Gp faccio fatica a raccontarlo perchè ho visto delle cose che neanche alla playstation si vedono. Fate uno sforzo di fantasia. Immaginate che al posto di Antonelli ci fosse stato un pilota di un’altra nazionalità e andate a rivedere i sorpassi , soprattutto nei primi giri contro le auto di medio bassa classifica, e contate quelli fatti di pura superiorità di motore (anche due o tre macchine alla volta)  e quelli in staccata e poi ditemi se la valutazione che avreste dato sarebbe stata la stessa. Nei primi giri si vedevano macchine sverniciarne altre  in  rettilineo , a velocità doppia , per poi essere  risorpassate nel rettilineo successivo. Tutto questo a ridicolizzare piloti pluricampioni del mondo, costretti a subire sorpassi irreali come spettatori impotenti di un gioco surreale. E tutto questo, ne sono convinto, sarebbe stato più e più volte rimarcato se il casco del vincitore non avesse avuto il verde il bianco e il rosso a definirne la luccicante cromaticità.

Certo sicuramente sull’onda del momento la mia posizione è impopolare e assai criticabile, ma vedete, io ho passato la mia vita a portare avanti idee e convinzioni regolarmente considerate impopolari o controtendenza. Sono cintura nera al quarto dan di “controtendenza” per cose molto più importanti della F1. Quindi portare avanti questa posizione non è per me assolutamente difficile. Anzi è un utile allenamento della mia onestà intellettuale.Se poi ci mettiamo che, soprattutto di questi tempi, tutto quel grande orgoglio per i colori che le frecce tricolore hanno sparso in cielo, non riesco proprio a sentirlo, direi che il quadro è completo.

Sono proprio una brutta persona.

Assolutamente una brutta persona.

Ma. Coerente.

E  la coerenza è un investimento che paga un dividendo a lunga scadenza.

Probabilmente tra qualche anno incasserò o ,forse,  molto  più verosimilmente, il mio sarà un investimento a perdere perchè sui listini delle borse mondiali la coerenza è una commodity che ha un trend ribassista. Molto ribassista

Come quello di Leclerc, che, sempre coerentemente, ho sempre sostenuto,  e che mi guardo bene dall’abbandonare proprio in questa orribile stagione. Proprio oggi.

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum 

Può essere ma... E' coerente

In conclusione. Io oggi applaudo o Kimi e grido forza Charles.

Ma non dateci peso, a parlare , anzi a scrivere, è una brutta persona.

Si, ma coerente.!





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