Il talento e il fato.. e il destino
Montreal Canada.
E sono 4. In a row dicono gli inglesi. Di fila sull’italico suolo. Come si dice, si dice, la sostanza è che Antonelli Kimi Andrea from (da) Bologna infila un’altra vittoria e comincia a dare, anche se è ancora troppo presto per stilare sentenze, una piccola nuova story telling (niente oggi mi escono ste inglesate inutili) a questo mondiale di F1.
E’ presto certo ma la storia di questo sport ci ha insegnato che per vincere in F1 (oltre alla macchina ovvio) servono due caratteristiche riconducibili alla stessa parte del corpo. Il culo.
E Antonelli ne ha in abbondanza di entrambi. Come tutti i grandi campioni che l’hanno preceduto del resto.
Culo, inteso come talento. In senso anatomico. Tutti i grandi piloti concentrano in questa , “poco nobile” ,parte del corpo il 99% delle sensazioni che la macchina fornisce loro. Aderenza , trazione , tenuta , imbardata, rollio ecc ecc.
Culo, inteso come fato. Nella storia di tutti i grandi campioni ci sono sempre delle sliding doors (daje con sto inglese!) che segnano , sin dall’inizio, quella che sarà la loro carriera. E quel headrest (niente è cosi…poggiatesta) lanciato da Russell ieri assomiglia molto da vicino a una di quelle porte scorrevoli (evvai!).
E fin qua abbiamo parlato del talento e del fato. Ma poi il destino lancia sempre dei segnali, spesso nascosti nei numeri, che vanno colti, o meglio raccolti.
Per esempio: Ieri sul podio, con l’italiano, c’erano due campioni del mondo che , se sommati, mettono insieme 11 titoli mondiali. Con loro, sul gradino più alto del podio,c’era Antonelli che come numero ha il 12. Se non è essere predestinati questo, ditemi voi cosa lo è.
E a proposito di predestinati parliamo della Ferrari.
Le attese in questo week , viste le caratteristiche della SF-26 erano veramente basse. Ma complice una scelta cervellotica messa in pista dal team papaya, che è partita con le intermedie a pista completamente asciutta, e il miglior weekend messo in pista dal Hamilton da quando è in Ferrari il team di Maranello è riuscito a strappare un secondo posto insperato , dopo una bellissima battaglia con Verstappen.
Nell’altro box, invece, quello col numero 16 invece regna la rassegnazione. E’ vero il Canada, un pò come la Cina, sono due circuiti fatti per esaltare le doti di guida dell’inglese e per mortificare quelle del monegasco, ma dietro a questa prestazione io ci vedo ben altro.
Ci vedo due goal (rieccola… obiettivi) completamente diversi tra i due piloti della Ferrari, e di conseguenza anche due stati d’animo completamente diversi. E , lo dico una volta ancora di più, vedere quegli occhi tristi, anzi peggio, rassegnati di Leclerc mi fa male.
Ma devo spiegare.
Hamilton ieri aveva il sorriso di chi quest’anno aveva un solo obiettivo. Dimostrare di non essere un “bollito” e cercare di stare attaccato a Charles o magari anche davanti la dove possibile. E quindi la giornata di ieri per lui è stata un pietra miliare , un punto esclamativo, nella storia della sua stagione e del suo obiettivo.
Leclerc invece di stare davanti ad Hamilton o di dimostrare ANCORA qualcosa esattamente per dirla alla monegasca, non gliene frega un c…… caspiterino. Lui ha in testa solo una cosa: vincere il mondiale. E, come lo abbiamo già capito noi meglio ancora lo sa lui , e da tempo, che anche quest’anno si “vince l’anno prossimo”. E intanto il tempo passa, gli altri a turno hanno tutti la loro occasione, la macchina vincente mentre lui si deve accontentare di amore. Amore che lui ha per la Ferrari, molto, infinitamente maggiore del management (azz… della dirigenza) della Ferrari stessa. E amore che ogni ferrarista VERO non può non provare per questo ragazzo dal viso pulito, dall’animo puro e dagli occhi “parlanti”
Se adesso ci mettiamo anche che un diciannovenne al secondo anno in F1 è il più accreditato per la vittoria del mondiale di F1 per la stagione 2026, capite anche voi che sfoderare sorrisi alla Hamilton non è la cosa più semplice e naturale al mondo. E se torniamo alle considerazioni iniziali, possiamo senza ombra di dubbio affermare che delle 3 caratteristiche che abbiamo citato, al momento,
Charles ne ha solo una: IL TALENTO.
Per le altre 2 rivolgersi altrove. Purtroppo
E anche le alternative per il buon Charles non sono molte. Anzi, al momento direi nessuna, a meno che in Aston facciano miracoli e a fine anno facciano vedere di avere le stigmate per poter lottare nel 2027. Ma anche qua le speranze, al momento, sono ridotte al lumicino.
Non resta che appellarsi all’ ADUO, ma credetemi sarà molto……
ArDUO
alla prossima
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